Benjamin Engeli, Pianoforte
Johannes Schlaefli, direzione
Storie racconti senza parole
Come un fiume che scorre attraverso epoche e culture, la musica unisce Rossini, Rachmaninoff e Strauss in un paesaggio sonoro dove il tempo e lo spazio si dissolvono. Le loro opere, pur provenendo da mondi differenti, sembrano rispondere a un unico bisogno umano: quello di esprimere le emozioni più profonde e universali. L’Ouverture del “Guglielmo Tell” di Rossini, con la sua miscela di pace naturale e drammaticità imminente, è uno dei suoi lavori più celebri, che cattura l’essenza della libertà e della lotta con un dinamismo travolgente.
Con un salto nel Novecento, la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff, qui interpretata dal pianista Benjamin Engeli, si immerge in un mondo di variazioni virtuosistiche. La Rapsodia, pur mantenendo il tema di Paganini al centro, diventa un viaggio attraverso diversi stati d’animo, trasportando l’ascoltatore in un paesaggio emotivo che oscilla tra passione, disperazione e speranza. La scrittura pianistica, straordinariamente espressiva, svela la tensione tra l’intimismo struggente e il trionfo energico, come un’affascinante danza tra la luce e l’ombra.
Richard Strauss, infine, ci guida attraverso due dei suoi lavori più audaci. In Don Juan, la passione sfrenata del leggendario seduttore esplode in un turbine orchestrale, mentre in «I tiri burloni di Till Eulenspiegel», il protagonista burlone incarna il lato giocoso e beffardo della vita. Entrambe le opere rivelano la maestria di Strauss nel cogliere la complessità dell’animo umano, tra eroismo, ironia e riflessione.
Questi brani, seppur diversi nel carattere, si uniscono nel tratteggiare la ricchezza e le sfumature dell’esperienza umana, ognuno a suo modo esplorando il conflitto, la bellezza e la profondità emotiva.